Linfonodi gonfi – quando c’è da preoccuparsi?

 

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La presenza di uno o più linfonodi che si ingrossano fa sempre molta paura: quando, tastandosi il collo, le ascelle o l’inguine, ci capita di sentire dei noduletti gonfi in genere ci facciamo prendere dal panico, associando subito questo rigonfiamento ad un tumore.

 

 

Infatti, i linfonodi gonfi possono essere indice di una forma tumorale, ma questo non rappresenta la regola: che un linfonodo sia più gonfio rispetto al solito può semplicemente indicare che abbiamo preso una piccola e banale infezione, curabile con antibiotici o una cura specifica; nella maggior parte dei casi, un linfonodo gonfio non è indice di un tumore, anche se in altri casi può rappresentarne la presenza.

Un linfonodo che si gonfia può indicare la presenza o lo sviluppo di un tumore in alcuni casi specifici: sebbene solo il medico sia in grado di stabilire, caso per caso, se si è di fronte ad una patologia neoplastica, è importante dare le corrette informazioni in maniera da non dare adito a falsi (e pericolosi) allarmismi.

 

 

Sul sito internet linfonodi.com, specificatamente dedicato ai linfonodi, alla loro presenza ed al loro ruolo nell’organismo, è abbastanza chiaro che fare allarmismi non serve a nulla: che un linfonodo si gonfi può essere normale, e in molti casi lo è, perché questi organi hanno una funzione specifica, che è quella di mettere in allarme l’organismo durante l’attacco da parte di infezioni o simili.

Se però il linfonodo è molto gonfio – oppure se alla presenza di un linfonodo ingrossato se ne aggiungono altri, o si associano altri importanti sintomi – allora è il caso di valutare bene la situazione facendosi visitare da un medico, il quale attraverso lo studio di alcune caratteristiche specifiche – dimensione, sede del linfonodo ed alcune particolarità al tatto – potrà stabilire se è il caso di approfondire o se si tratta semplicemente di una banale influenza o infezione.