Linfonodi ingrossati: che fare

 

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I linfonodi ingrossati, di per sé, non sono un segnale negativo: significano semplicemente che il corpo si sta muovendo per incrementare le difese immunitarie in casi di attacco da parte di un agente estraneo. Il problema di fondo rimane sempre capire perché il linfonodo si sia ingrossato e quindi come agire di conseguenza.

 

Linfonodi ingrossati (linfadenopatia)

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La linfadenopatia è caratterizzata da linfonodi ingrossati in maniera incontrollata ed abnorme a seguito di un’invasione di cellule estranee.

Anche in questo caso, non è necessariamente un fenomeno allarmante: il più delle volte, è un aumento fisiologico delle dimensioni nei bambini e, negli adulti, regrediscono spontaneamente seppure lentamente.

I linfonodi si ingrossano più di frequente nel collo, ascelle, inguine, torace oppure in prossimità delle clavicole.

Quando la linfadenopatia resta circoscritta in una soltanto di queste zone, in genere indica un’infiammazione, un’infezione o un trauma.

Se i linfonodi ingrossati si estendono in altre zone del corpo, potrebbero indicare la presenza di metastasi, tumori del colon, del pancreas o dei reni, leucemia, AIDS, patologie come tubercolosi, mononucleosi o toxoplasmosi.

 

 

 

Cosa fare in caso di ingrossamento del linfonodo

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Il primo modo per capire quello che sta succedendo è fare un semplice esame del sangue per controllare il livello dell’emocromo: se i globuli bianchi saranno superiori alla media, allora ci sarà da procedere con ulteriori accertamenti, mentre se i globuli saranno quasi regolari significherà che l’infezione si sta assorbendo.  E in questo caso il medico potrà consigliarci di ricorrere ad un altro esame specifico del sangue, come la VES, che allo stesso modo ci dirà se l’infiammazione è ancora in atto oppure è passata.

Ma i linfonodi possono ingrossarsi anche per malattie virali oppure mononucleosi o ancora lo streptococco che solitamente parte dai denti. E se si tratta di bambini, il linfonodo ingrossato indica che  il sistema immunitario sta agendo, come nel caso delle tonsille infiammate, anche se è sempre da tenere sotto controllo.

Se siamo in presenza di una infezione i linfonodi, oltre che essere aumentati di volume, risulteranno anche  doloranti anche al tatto, oltre che presentare la cute arrossata nella loro prossimità. Stesso discorso vale nel caso di un tumore: i linfonodi, soprattutto in presenza di metastasi, tenderanno ad ingrossarsi anche se spesso non faranno male una volta toccati.

 

 

Come procedere con i linfonodi ingrossati

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Tutte le volte che si notano linfonodi ingrossati, indipendentemente dal dolore, sarà necessario consultare uno specialista che valuterà se sia il caso di curare l’infezione con un semplice antibiotico oppure procedere con esami specifici. In ogni caso se linfonodi si ingrandiscono in piche ore, associati ad attacchi febbrili, sarà necessario agire subito: se verrà accertato che la causa è virale si prescriverà un farmaco specifico, se è batterica si interverrà con un antibiotico, mentre se le cause sono altre si procederà specificamente.