Linfonodi e fumo: correlazione, reazioni e danni del ‘vizio’

 

sigarette-e-linfonodi

L’ingrossamento delle ghiandole linfatiche nella zona del collo e della gola spesso fa pensare ad una correlazione tra linfonodi e fumo.

Ovviamente, i linfonodi di questa specifica zona del corpo possono ingrossarsi per varie cause e vi ricordiamo quali: faringite, un banale raffreddore, infiammazioni ed infezioni che coinvolgono le vie respiratorie, i seni paranasali, il cuoio capelluto, tonsille, gola, tiroide, ghiandole salivari, denti ma anche herpes, rosolia, faringite virale, mononucleosi infettiva e, in casi estremi, HIV/AIDS. In questo articolo cercheremo di vedere se il fumare sigarette (o tabacco in generale) può essere correlato in qualche maniera ai linfonodi.

 

 

Linfonodi, perchè si ingrossano?

linfonodi-fumo

Inizialmente, si percepisce un leggero gonfiore, poi durante la palpazione si avverte un nodo duro e gonfio. Se, allo stesso tempo, il naso cola, si ha febbre e mal di gola di tratta di sintomi tipici di un’infezione delle vie aeree.

Le ghiandole si gonfiano per un processo infiammatorio o infezione in atto, il più delle volte transitorio, che si risolve in pochi giorni, e rappresenta un sistema di difesa dell’organismo da virus e batteri.

Quando, però, l’ingrossamento dei linfonodi si prolunga nel tempo ed evidenzia specifiche caratteristiche, potrebbe trattarsi di un problema più serio come un tumore.

 

Il fumo e le infezioni alle vie respiratorie

alcool-sigarette-linfonodi

Linfonodi e fumo fino a che punto sono collegati?

Linfonodi e sigarette spesso sono collegati. I tabagisti fanno fatica, ad esempio, a smettere temporaneamente di fumare quando hanno mal di gola, sono raffreddati e presi di mira da virus e batteri.

In questi casi, non soltanto è bene sospendere il fumo che può aggravare l’infiammazione alla gola ma il fumo stesso può essere il principale responsabile di mal di gola, asma, bronchite cronica, infezioni alle vie respiratorie fino ai mali estremi come enfisema polmonare e tumore della cavità orale, faringe e laringe.

In presenza di infiammazione ed infezione alla gola ed alle vie respiratorie, il fumo di sigaretta, pipa e sigaro (sia attivo sia passivo) peggiora le cose, aumenta lo stato infiammatorio ed i linfonodi - che sono il campanello d’allarme di una lotta interna tra anticorpi e virus (o batteri) - si ribellano e si ingrossano.

Il fumo irrita le mucose, causando infezioni alle vie respiratorie è responsabile dell’ingrossamento dei linfonodi di collo e gola, indebolisce le difese immunitarie, ostacola l’eliminazione di sostanze nocive ed agenti patogeni.

Causa tutto questo e peggio ancora perché contiene sostanze tossiche ed irritanti (acido cianidrico, ammoniaca, formaldeide, acroleina) che danneggiano il rivestimento della gola e gli organi.

 

 

Nodulo del collo

Chiamato anche massa del collo, il nodulo del collo può avere consistenza e dimensioni diverse (molto piccolo, grande e visibile, duro, morbido), può essere dolente oppure no, generarsi sulla pelle o da una zona interna del collo.

E’ importante controllarne la posizione per scoprire di che si tratta: il collo presenta tessuti, muscoli, organi importanti e, in base alla posizione del nodulo su questa o quella struttura, si può capire il perché della sua formazione.

La maggioranza dei noduli alla gola sono benigni ovvero non cancerosi.

Spesso, l’ingrossamento dei linfonodi e l’acne cistica sono responsabili di questi noduli ma potrebbe anche trattarsi di un’infezione più seria o di un cancro ed è per questo che, quando compare un nodulo, è consigliabile consultare il medico senza rimandare. Il segreto del successo di ogni cura risiede nella diagnosi precoce.

Per un adulto, il rischio che il nodulo sia maligno aumenta in base all’età (dopo i 40 anni) ed a certe abitudini come il fumo ed il consumo di alcolici.

Non a caso, al momento della diagnosi di un nodulo alla gola, il medico chiederà al paziente innanzitutto se e da quanto tempo beve alcol, fuma, la quantità di sigarette e di bevande alcoliche consumate giornalmente.

Ecco perché abbiamo voluto concentrare il nostro interesse sulla correlazione tra linfonodi e fumo.

 

Linfonodi e fumo: il rischio di cancro

smettere-di-fumare

Linfonodi e fumo, al primo impatto, fanno subito temere il rischio di un tumore, specie se l’aumento delle dimensioni dei linfonodi dura da almeno un mese, se è insolitamente consistente, non è accompagnato da dolore e non è causato da un’infezione o infiammazione.

Sia il tabacco (fumato o masticato) sia l’alcol possono essere responsabili di tumori del collo ma anche della testa. Il loro uso prolungato nel tempo sono i principali fattori di rischio del cancro alla gola, bocca, lingua e faringe ma anche di leucemia e tumori che colpiscono i polmoni, la pelle, il seno.

Se, invece, non esiste correlazione tra linfonodi e fumo, ovvero se il soggetto non è fumatore, la causa più frequente di eventuali tumori maligni al collo, bocca e gola è l’infezione da HPV (detto anche papillomavirus umano), virus a trasmissione sessuale parecchio diffuso e comune.

Restano i tumori del collo e della testa quelli con più probabilità di diffondersi ai linfonodi del collo.

La migliore soluzione è ovviamente smettere di fumare, anche se un'opzione davvero sacrificante per i più accaniti. Uno studio condotto allo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) ha rilevato che su 65 pazienti attenzionati che avevano avuto un tumore o un infarto ben il 60% ha smesso di fumare grazie alle e-sigarette senza nicotina (su guideagliacquisti.it trovate una guida esaustiva sulle sigarette elettroniche) contro il 30% di chi non l'ha per niente utilizzata ricevendo soltanto consigli e avvisi. Esistono tante altre maniere per smettere come farmaci, metodologie di psicologia o semplici rimedi della nonna, l'importante è comunque smettere.