Linfonodi infiammati, cosa fare?

 

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I linfonodi infiammati sono un disturbo assolutamente comune e che di per sé non significa assolutamente nulla di pericoloso. Infatti nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di un segnale che il corpo manda per dire che c’è qualcosa che non va, ma può trattarsi anche soltanto di un problema fisico banale.

 

 

Linfonodi infiammati, le cause

Ma cosa porta all’infiammazione dei linfonodi, che sono complessivamente circa 600 nel corpo umano anche se non tutti hanno la stessa importanza?

La causa più comune è quella di una normale influenza, specie se si presenta accompagnata dalla febbre. Il sistema immunitario si presenta più debole e così i linfonodi avvisano che c’è qualcosa che non funziona. Allo stesso modo lo fanno per alcuni disturbi del sistema immunitario, come l’artrite reumatoide, in caso di una importante infezione dei denti che fa infiammare i linfonodi del collo, in caso di infezione alle orecchie oppure di afte alla bocca, ma anche in presenza di malattie più complicate come la tonsillite oppure la tubercolosi, per arrivare alla leucemia. I linfonodi possono anche essere infiammati in presenza del linfoma di Hodgkin o del linfoma non-Hodgkin, due tipologie di tumori che anche se seri presentano comunque un indice di guarigione sufficientemente alto.

In genere comunque è facile accorgersi di un linfonodo infiammato soprattutto in zone del corpo come il collo, le ascelle o l’inguine: di solito oltre che essere ingrossato, provoca anche dolore nel toccarlo ma di per sé questo non significa con assoluta certezza che il problema fisico è pericoloso. Certamente però va fatto esaminare da un medico. Sarà lui infatti, eventualmente con l’aiuto di esami specifici, a stabilire la causa che ha portato all’infiammazione dei linfonodi e a decidere quindi successivamente come procedere.

 

 

Linfonodi infiammati e prevenzione

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Come proteggere la ‘salute’ dei nostri linfonodi? Anzitutto cercando sempre di rinforzare il sistema immunitario, anche soltanto con una serie di accorgimenti a tavola.  E quindi bisogna aumentare il consumo di alimenti ricchi di vitamina C, a cominciare da frutta come il limone, l’arancia e il pompelmo, sia al naturale che sotto forma di spremute o succhi. Altra frutta preziosa è rappresentata da kiwi, fragole e papaya. Per il sistema immunitario serve anche la vitamina E, contenuta in dosi generose negli ortaggi a foglia verde a cominciare dagli spinaci e negli alimenti integrali come il grano, l’orzo l’avena, il lievito di birra, oltre che nella frutta secca.

Bisogna anche aumentare la quantità di minerali come ferro, zinco e selenio mangiando più legumi, carne magra, salmone, condendo con l’olio extravergine d’oliva.