Linfonodi seno

 

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Una sentinella per riconoscere se siamo in presenza di una malattia. Questo sono i linfonodi al seno e quando si presentano ingrossati nella zona dell'incavo dell'ascella vanno presi in considerazione anche se di per sé non significa necessariamente che ci si deve preoccupare.

 

 

Come riconoscere i linfonodi al seno

Non è facile riconoscere i linfonodi ingrossati al seno perché alle volte vengono confusi con i noduli che sono tutt’altra cosa. Quando però con la tecnica dell’autopalpazione abbiamo anche solo il dubbio che i linfonodi possano essere più grandi del previsto e magari anche arrossati allora meglio subito rivolgersi ad un medico che potrà consigliare come procedere.

L’ingrossamento del linfonodo può essere provocato anche semplicemente da una malattia come l’influenza o la mononucleosi, o ancora da una cisti, perché comunque significa che i linfociti presenti nel nostro corpo reagiscono ad un agente esterno. Se l'ingrossamento dei linfonodi è benigno non dura mai più di un paio di settimane  e quindi è il caso di preoccuparsi soltanto se dopo quel periodo il problema sussiste ancora così come se la zona intorno ai linfonodi si mostra calda e arrossata, portando anche stanchezza e febbre alta perché potrebbe essere la spia di  una forte infezione in corso da indagare subito.

 

 

I linfonodi del seno come spie di un tumore

Se invece i linfonodi si sono ingrossati perché confermano la presenza di un tumore, come ad esempio un carcinoma della mammella allora il primo passo concreto in molti casi è quello dell'ecografia durante la quale si potrà decidere se eseguire o meno una biopsia, ossia l'asportazione tramite un ago di un campione che verrà analizzato in laboratorio.

Il linfonodo potrà confermare o meno l’eventuale presenza di un tumore e anche a quale livello si trovi, oppure di un’altra malattia che abbia provocato il suo ingrossamento.